Industria puramente chioggiotta è quella delle pipa che dura ancora in picole porposione.
Oltre che in apposita fabrica, si poteva vedere a far le pipe anche nelle cali ed anche in piazza alla cale corona; la fabrica con annessa fornace era in calle Vescvi di proprietà di un certo angelo Nordio, uomo din ingenio, abilissimo nel creare sempre nuovi stampi di pipe chioggiote.

Ebbe onorificenze e diplomi nelle esposizioni di Napoli, Torino, Milano e la sua fabricazione era tale da bastare per Chioggia per l'Italia e per l'estero.

L'operaio seduto a cavalcioni di una panca poneva lo stampo sul quale si era meso prima un pezo di creta, tra alcune tavolete poste in cima della panca che lo seravano e tenevano streto a mezzo di apposito ordigno, si introduceva un ferro grosso sul buco grande dello stampo e lo si girava, se ne introduceva uno di sotile sul buco piccolo e si girava questo pure; la pipa era fata la si toglieva dallos tampo e con fereto appuntito le si facevano i piccoli buchi che servivano di mettere in comunicazione la parte adata a riempirsi di tabacco con altra che serviva per la canna. Si metteva quindi su tavole che le si esponevano al sole e quanderano sciute e seche venivano sgrozata.

Si pasavano quindi in fornace per essere cote. Gli stampi erano di piombo rachiuso in tavole quadrate; erano divisi in due parti che combaciavano perfetamente tra loro.

Si facevano pipe piccole medie e grandi, liscie e rigate, tonde e quadrate, rafiguranti, gati, cani, leoni, simie, gali, busti di uomo e di donna ed anche di personaggi Illustri la creta si toglieva in p.

Il preso di una pipa ordinaria era di un centesimo. Quelle più fine costavano due centesimi. Un centesimo l'una costavano la canucia e si potevano vedere l'ungo la città dei vecchi che tenevano tra mano di fasci giunche e che li foravano col sotolisime -trivele-.

 

Trascrizione integrale del
manoscritto di Felice Nordio "Memorie e Curiosità chioggiotte"
Biblioteca Comunale G.Sabbadino